Sulla scia del successo di Alice in Wonderland di Tim Burton del 2010 e del rifacimento di Cenerentola di Kenneth Branagh dell’anno scorso, non è una sorpresa che Disney continui a trasformare titoli provenienti dal proprio voluminoso catalogo di classici d’animazione in spettacoli cinematografici ad alto budget. L’ultimo sforzo di questo tipo è Il Libro della Giungla, diretto da Jon Favreau, uno spettacolo per la mente e gli occhi, con effetti speciali strabilianti, un uso incantevole del 3D (sul serio, andatelo a vedere in 3D!), e una performance sorprendente di un giovane esordiente di talento a tenere assieme tutto quanto.

Se fate i conti, questo è in realtà il secondo adattamento cinematografico girato in carne ed ossa della casa del famoso Topo del celebre romanzo di Rudyard Kipling (pubblicato per la prima volta nel 1894). Il primo fu una versione del 1994, diretto da Stephen Sommers e con Jason Scott Lee che vestiva i panni dell’imprevedibile ragazzo della giungla Mowgli. Quel film certamente aveva i suoi punti di forza (ottimo cast, stupenda colonna sonora), e io lo raccomandavo assolutamente, ma la fedeltà al lavoro di Kiepling non rientrava fra questi punti di forza. Invece, emerse come quel tipo di ibrido/omaggio ad Indiana Jones che Sommers ripropose ancora una volta con i due film de La Mummia.

Ma per questo più recente tentativo con Il Libro della Giungla, Jon Favreau e lo sceneggiatore Justin Marks ritornano direttamente a Kipling per trovare ispirazione – non solo, ma rendono anche omaggio al film d’animazione originale che con ottima probabilità è stato visto da molte di queste persone durante la loro infanzia, dato che uscì per la prima volta quasi cinquant’anni fa. Proprio come quel film, la storia segue il giovane Mowgli (interpretato dal dodicenne Neel Sethi), che viene ritrovato nella giungla da neonato e allevato dalla saggia pantera Bagheera (la voce di Sir Ben Kingley) e dalla madre lupa Raksha (Lupita Nyong’o).

Quando la tigre Shere Khan (Idris Elba), le cui passate esperienze con gli umani hanno lasciato in lui cicatrici orribili, chiarisce al regno animale che è il ragazzo non è il benvenuto nella giungla, Mowgli inizia un viaggio per tornare al “villaggio dell’uomo,” ma non prima di aver fatto conoscenza con un grosso orso di nome Baloo (la cui voce è di Bill Murray, e presumibilmente a qualche anno di distanza da quel volo in aeroplano). Mentre la coppia stringe un’amicizia caratterizzata da un sacco di canzoni accattivanti cantate assieme, i guai di Mowgli sono tutt’altro che finiti, e avrà bisogno di molto più dello stretto indispensabile per riuscire a sopravvivere.

Durante i 111 minuti de Il Libro della Giungla, raramente ho trovato un momento in cui non mi trovassi a fissare lo schermo rapito. Il timoniere di Iron Man dimostra un talento per la composizione quasi perfetto, così come la sua capacità di fondere in maniera fluida gli effetti speciali fisici e digitali rendendo l’ambiente in computer grafica di Mowgli talmente reale che vorrete far scorrere le dita fra i fili d’erba. Una menzione speciale deve inoltre essere riservata al cast stellare che è stato messo insieme per dare voce a questa impresa in CGI. Elba e Kingsley sono due figure di spicco, così come Christopher Walken nei panni dell’orangotango gigante King Louie, e Scarlett Johansson che interpreta il sinistro serpente Kaa.

Naturalmente, ancor più impressionante delle voci e degli effetti speciali è il giovane Sethi, la vera rivelazione dell’anno, il quale reagisce in maniera emotiva e talmente naturale di fianco agli effetti digitali che la sua performance rappresenta un testamento sia per l’attore che per il suo regista. Oltre al cast, l’intero film è un testamento all’abilità nella produzione di Jon Favreau che riesce a sfornare queste chicche di precisione. Onestamente è raro vedere un esempio di cinematografia per famiglie talmente perfetto, ma penso non sia assolutamente raro che Disney sia lo studio adatto a farcela. Sotto ogni aspetto, Il Libro Della Giungla si guadagna la mia più calda raccomandazione.

Con una valutazione di 7.7 su IMDB (internet movie database), ve lo suggeriamo di tutto cuore.