Le Tartarughe Ninja ne hanno fatta di strada in questi 30 anni. Dalle loro origini come crudo fumetto indie che faceva la parodia a “Daredevil” di Frank Miller, hanno preso vita propria grazie alla straordinaria popolarità della serie a cartoni animati degli anni 1980 che presentò al pubblico il tropo delle Tartarughe, così come una mitologia densa di personaggi e cattivi.

Mentre i film girati dal vivo degli anni 1990 tentarono più in meno di emulare lo spirito di quel cartone, con alcune allusioni al fumetto originale, il reboot del regista Jonathan Liebesman si propone più come un tradizionale fin d’azione con supereroi che guarda caso ha delle tartarughe mutanti troppo cresciute nel ruolo di eroi. Si tratta, per la maggior parte, di un film da pop-corn divertente e inoffensivo, anche se apporta alcune modifiche alla storia di origine delle tartarughe che potrebbero far storcere il naso ai fan.

La maggior parte degli aspetti essenziali sono ancora lì – Le tartarughe Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello vengono trasformate dopo essere state esposte ad una sbobba radioattiva, proprio come il loro mentore, un ratto gigante di nome Splinter – ma questo film ritiene sia necessario intrecciare la storia delle loro origini con quella di April O’Neil (Megan Fox), la giornalista che diventa loro amica nella maggior parte degli adattamenti della storia. Non è una brutta trovata, in teoria, anche se il film affronta questa storia d’origine di fretta e l’esecuzione lascia molto a desiderare.

Molto peggiore è il modo in cui viene raffigurato il tradizionale cattivo delle TMNT Shredder, che viene ridotto ad un maestro di arti marziali senza volto coperto da un’armatura robotica che agisce principalmente da scagnozzo nella trama pesante del film, anche se ci si domanda se la sceneggiatura riesca a comprenderlo.

Sono le Tartarughe stesse ad essere più impressionanti, e formano un quartetto di action hero di tutto rispetto. Il film si diverte un po’ nel differenziare il loro design in base alle rispettive personalità, anche se non c’è molto tempo per riuscire a conoscerli a livello individuale dato che trascorrono buona parte del film a far squadra per impedire al Clan del Piede di terrorizzare la città di New York.

Le sequenze d’azione sono decenti, a partire dall’inseguimento su un passo di montagna coperto dalla neve fino alla battaglia sul tetto della scena culmine. Il film utilizza bene i suoi effetti 3D, con certe scene pensate nello specifico per porre il pubblico il più possibile nel mezzo dell’azione (o anche solo per sbattere loro in faccia una fetta di pizza).

Questa sortita delle tartarughe si è guadagnata una mediocre valutazione di 5.9 su 10 su IMDB, quindi a meno che non siate grossi fan della serie, potete anche evitare lo sforzo.